Cosa sono le arti visive e a cosa servono

Pubblicata il 16/12/2021

L’arte è una presenza costante nelle nostre giornate e nelle nostre vite. È per questo che ci poniamo queste domande.

 
Tutto ha avuto inizio quando l’uomo ha sentito il bisogno di comunicare con i propri simili ed esprimere le proprie emozioni. Stiamo parlando di circa cinquantamila anni fa, di quando l’uomo dipingeva mammut sulle pareti delle grotte di Lascaux usando le dita immerse nell’ocra rossa, cosa che successivamente chiamerà “arte”.
 
Qualsiasi fosse l’intenzione di quegli uomini, una cosa è certa: rispondevano al bisogno tipicamente umano di relazionarsi con il mondo.

 
Per questo possiamo dire che l’arte non fa parte di un processo evolutivo dell’uomo, ma è parte dell’uomo stesso. 

 
Ora, è difficile pensare a cosa abbiano in comune l’impronta della mano nella grotta del Pech-Merle con il dito medio di Cattelan, ma nella loro funzione, l’esigenza è la stessa.


 

Cosa sono le arti visive

Partiamo con la definizione stessa di arte:
 
“L’arte è l’espressione estetica dell’interiorità dell’animo umano.”
 
Se vogliamo essere più didascalici diciamo che “l’arte è un’attività dell’uomo basata sul possesso di una tecnica, su un sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l’esperienza.”
Il termine “Visiva” è semplice. Visuale è tutto ciò che è relativo alla visione e quindi al senso della vista.
 
Per arti visive si intendono, quindi, tutte le discipline che hanno come elemento comune la rappresentazione attraverso la visione, che hanno come prodotto un contenuto visivo.
 
Prendiamo ad esempio questa immagine:


 
Magritte diceva che quella non era una pipa, in realtà quella è una rappresentazione di una pipa.
 
Ora pensa a tutte le immagini che ti circondano quotidianamente, anzi facciamolo insieme:
 
Ti svegli la mattina e decidi di fare colazione con latte e cereali. Guarda attentamente la scatola di cereali, non è esattamente la colazione che vorresti avere davanti?
Ti siedi con la tua tazza e hai davanti a te il libro che hai lasciato lì la sera prima, chi avrà disegnato quella copertina? E perché avrà scelto proprio quei colori?
Mentre ti fai tutte queste domande accendi la tv e la prima cosa che vedi è il trailer del prossimo film della Marvel, e anche se non hai fatto in tempo a vedere che film sarà, hai intravisto una ragnatela e sai già che si tratta dell’ultimo film di Spiderman.
Hai appena cominciato la tua giornata e sei stato già raggiunto da tutte queste immagini, chissà quante ne vedrai ancora!
 

A cosa servono le arti visive?

L’arte ha seguito parallelamente l’evoluzione dell’uomo e come diceva Zygmunt Bauman:
“La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che lo vogliamo o no”.
 
Per chi dell’arte ne ha fatto una professione sa bene che arte e vita coincidono.
 
Le arti visive non sono solo intrattenimento quotidiano, sono anche il mezzo più potente che abbiamo per crescere e migliorare come esseri umani.
 
Questo perché l’arte per sua natura è inclusiva. Anche quando non riusciamo a capirla o non la troviamo in linea con il nostro pensiero stiamo comunque interagendo con essa e nel frattempo dialogando con il nostro io interiore. Ecco perché l’arte ci dà un’occasione per capire meglio noi stessi e il mondo che ci circonda



 
Se sei interessato a scoprire chi siamo e qual è il nostro metodo didattico 


Quali sono le arti visive?

In questo articolo abbiamo stilato per te un elenco parziale che può aiutarti a capire meglio il significato di Arte visiva e chi sono i professionisti:
1. Graphic Design
2. Illustrazione
3. Fumetto
4. Animazione
5. Tatuaggio


Quali sono le arti visive? Il graphic design

 

Graphic Design può essere tradotto in italiano come progettazione grafica, molto spesso è abbreviato come grafica. 
 
Il graphic design è:
“l’arte della progettazione attraverso contenuti visivi e testuali che aiuta a veicolare un messaggio”
 
I cartelloni pubblicitari, gli annunci pubblicitari, l’impaginazione del testo di un libro o di una rivista o anche solo della copertina, il marchio di un’azienda o la sua intera identità visiva, la progettazione dell’interfaccia di un sito web o di un’applicazione, il packaging dei prodotti, sono solo alcuni dei lavori che rientrano nell’ambito del Graphic Design.
 
Molto spesso il progettista grafico lavora come freelance ma raramente lavora da solo. In genere collabora con altre figure come l’art director nel caso di un’agenzia di comunicazione, l’illustratore, il copywriter e il fotografo.
 
L’obiettivo di questa professione è quindi quella di progettare e realizzare un prodotto della comunicazione visiva che aiuta le persone a capire meglio le cose attraverso l’uso dei colori, delle lettere e delle immagini.
 
Il Graphic Designer è una figura onnipresente e anche un po’ mistica. Agisce nell’ombra e riesce a trovare soluzioni efficaci per veicolare i messaggi al giusto target di riferimento. C’è ma non si vede e se il lavoro è fatto bene, nessuno ne parla. Proprio come il cavaliere oscuro della DC Comics, Batman. 
 
Facciamo una prova.
Avrai sicuramente visto questo marchio, ma sapresti dire chi l’ha progettato?


 
Se sì, sei già uno di noi!
Se no, Milton Glaser, uno dei più famosi artisti e designer al mondo.
(A sinistra lo schizzo che realizzò mentre andava a lavoro in taxi, a destra quello che tutti ormai conoscono come marchio della città di New York.)

Quali sono le arti visive? L’illustrazione
 

L’illustrazione è quella disciplina che trasforma le parole in immagini. 
 
A differenza della grafica, il grande vantaggio che l’illustrazione ha è quello di esistere anche senza la parte testuale, basta pensare ai Silent Book, libri illustrati dedicati soprattutto all’infanzia nei quali la narrazione procede esclusivamente attraverso le immagini.
 
Se chiedi a un nonno che lavoro fa il nipote illustratore, senza ombra di dubbio ti dirà che fa i disegni, o meglio ancora i disegnini. Ma, a differenza del disegno, l’illustrazione contiene in sé una narrazione, esprime dei concetti, spinge alla riflessione.
 
Quello che muove le persone a scegliere questa professione è sicuramente la passione e apre a tante possibilità in cui specializzarsi. Ad esempio: illustratore per libri di infanzia, illustratore di copertina, illustratore freelance, illustratore interattivo, storyboard artist, illustratore dal vivo, illustratore scientifico e il concept artist. Tutte hanno in comune la grande capacità di disegnare attraverso qualsiasi tecnica e stile (matita, pittura, incisione, digitale ecc) e di osservare con spirito critico il mondo che ci circonda per saper raccontare al meglio la storia che si intende illustrare.
 
Per questo non è lo stile a fare un illustratore ma tutte le competenze che ha.
 
L’illustratore potremmo paragonarlo a Spiderman a cui lo zio Ben dice “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.


(illustrazione di Emiliano Ponzi a sinistra, Nicoletta Ceccoli a destra)
 

Quali sono le arti visive? Il fumetto
 

“Il fumetto è arte sequenziale” così disse uno dei più grandi fumettisti americani, Will Eisner. 
Una frase breve e concisa che però dice molto sul fumetto: che è considerata un’arte e che funziona se è composta da più immagini messe in sequenza. 

Il fumetto ha la capacità di combinare in modo unico movimento e staticità, tavola e vignetta, testo e immagini.
 
Ti svelo una curiosità:
Il termine fumetto deriva dai “balloon” utilizzati per inserire i dialoghi tra i personaggi, in italiano tradotti come “nuvolette”. Da qui il nome fumetto, che in Italia ha dato il nome al mezzo di comunicazione stesso.
 
Si è sempre pensato che l’origine risalisse al 1895, quando Richard Felton Outcault creò Yellow Kid, un personaggio in camicione giallo su cui venivano scritte le battute che pronunciava. Nonostante non sia lui il primo personaggio della storia, il suo enorme successo ha dato il via all’industria moderna del fumetto.
 

In realtà il padre del fumetto è Rodolphe Töpffer, fumettista e illustratore svizzero. Disegnò la prima storia illustrata nel 1827 che chiamò Histoire de monsieur Jabot. 

Per diventare un professionista nel campo del fumetto non basta solo saper disegnare bene, anche se è una skill importantissima, ma bisogna conoscere le meccaniche che permettono la realizzazione di una tavola a fumetti e per entrare nel mercato editoriale si ha la necessità di affinare le capacità espressive e tecniche. Avere anche delle competenze “imprenditoriali” sicuramente può aiutare molto. 

Immagina il mercato del fumetto come il grande Bazar di Istanbul. Non vendono solo spezie, come non esistono solo fumetti di supereroi!
I generi fumettistici si dividono in base alla tematica che si affronta, quindi, oltre ai supereroi, ci sono anche generi di azione e avventura, i fantasy, i manga, gli alternativi, gli horror e gli umoristici.

Per citarne almeno uno per categoria: Superman, senza dubbio alcuno, il capostipite dei supereroi, Corto Maltese per la categoria azione e avventura, Conan il Barbaro nella grande famiglia dei fantasy, Dragonball il manga più famoso di sempre, Sandman appartiene al genere alternativo, il capolavoro di Dylan Dog tra gli horror e chi siamo noi per non inserire La profezia dell’armadillo di Zerocalcare tra i fumetti umoristici?

Come possiamo non avvicinare la figura del fumettista all’eroe degli eroi, ovvero Superman.

Quali sono le arti visive? L’animazione

 
L’animazione è un mix di ingredienti che la rendono una disciplina complessa e unica: è movimento, suono e azione. È il fumetto che prende vita.

Chiamata anche cartone animato, l’animazione arriva a noi molto prima del cinema. Siamo all’inizio del 1900 e tra i vari personaggi spunta fuori, dalla mente di Otto Messmer, Felix the Cat primo vero divo del mondo dell’animazione.

Il 16 gennaio del 1928 nasce Topolino, giorno in cui ebbe inizio il vero mondo dell’animazione. Walt Disney e suo fratello Roy idearono un personaggio che, in origine, chiamarono Mortimer Mouse e in seguito ribattezzarono con l’indimenticabile nome di Mickey Mouse


Poco dopo nasce Betty Boop, seguita da Braccio di ferro e Biancaneve, Tom & Jerry, Pinocchio, Cenerentola e tutti i classici che conosciamo molto bene. Nel frattempo, in Giappone, Miyazaki fonda lo Studio Ghibli e sforna capolavori come Il mio vicino Totoro e Princess Mononoke.
Nel 1995 arriva Toy Story rivoluzionando drasticamente il mondo dell’animazione. La Pixar crea il primo lungometraggio animato in computer grafica, un’opera destinata a cambiare non solo il modo in cui si fa l’animazione, ma anche le storie che si raccontano.

Il cartoonist o animatore è colui che si occupa di analizzare il movimento in ogni sua forma e trasformarlo in disegni, che verranno successivamente montati in sequenza offrendo l’illusione del movimento nello spazio. 

L’animatore è una delle figure che più lavora in team. Questo perché, che si tratti di animazione tradizionale o digitale, dietro alla produzione di un cartone animato esiste un processo molto lungo e complesso che necessita di più figure professionali.

Il processo parte dall’ideazione della sceneggiatura, ossia la trama attorno la quale verrà sviluppato il cartone per arrivare allo storyboard, che prevede le azioni, il suono e i movimenti di macchina. Contemporaneamente c’è chi sviluppa le musiche e i dialoghi che accompagneranno le scene e i disegnatori creano i character design di ogni personaggio. Solo una volta approvato il tutto, inizia la fase di animazione.

Il ruolo dell’animatore è talmente collegato alle altre professioni che orbitano intorno a questo mondo che possiamo definirlo come uno dei personaggi degli Avengers. E per la sua capacità di modellare la realtà intorno a sé la somiglianza con Scarlet è notevole.

Quali sono le arti visive? Il tatuaggio

Il tatuaggio è una delle più antiche forme d’arte che conosciamo, una tecnica che ha più di 5mila anni di storia.
La parola tattoo deriva da tau-tau, una parola onomatopea che ricordava il suono del picchiettare del legno sull’ago che si infilava nella pelle.
 

Fortunatamente, oggi, si usano delle tecniche più ortodosse e meno dolorose, anche se, in alcune zone del mondo, si usano ancora pettini d’osso o aghi fissati all’estremità di una bacchetta di bambù per introdurre il colore nella pelle. 
 

La storia del tatuaggio è molto interessante e negli anni questa pratica ha avuto un’evoluzione davvero sorprendente. Le motivazioni per cui oggi una persona decide di tatuarsi sono ben distanti da quelle per cui, in origine, si diventava membro di una tribù o si creava un legame più intimo al mondo spirituale e magico. Negli anni ’60 il tatuaggio inizia a prendere piede nella nostra cultura con i bikers e i punk acquisendo un significato ribelle. 
 

Oggi invece è l’espressione dei propri gusti oltre che manifestazione di eventi personali. Il corpo diventa quindi un personale strumento di comunicazione, quello più vero.
 

Sia che si tratti di un’espressione estetica o che abbia una funzione medica o semplicemente imprima un ricordo importante della propria vita, oggi il tatuaggio si è finalmente liberato dai pregiudizi che da anni etichettavano chi ne aveva uno come “persona da cui tenersi alla larga”.
 

Negli anni si sono sviluppati diversi stili: i primi, gli originari delle culture più antiche come lo stile maori e il tribale. Il giapponese con le sue maschere han’nya usate nel teatro e i butan, fiori di peonia. Il chicano nato dai sobborghi americani abitati dai messicani e molto legato al mondo religioso. L’old school di Sailor Jerry, precursore dello stile che conosciamo oggi come tradizionale, fatto di ancore, pin-up, velieri e sirene. Il new school ispirato all’old school ne ispessisce i tratti. Il realistico di cui Alex De Pase, italiano originario di Grado, viene definito il mago. E infine c’è il lettering, stile in cui la calligrafia fa da padrona. 
 

Dietro questa professione si nasconde tanta pratica e altrettanta gavetta, per questo è necessario avere le competenze giuste per iniziare a tatuare.
 

Il tatuatore o tattoo artist è un professionista che disegna e realizza tatuaggi permanenti sulla pelle, per cui saper disegnare prima su carta è un requisito fondamentale per svolgere questo lavoro con cura. Altra skill è quella di conoscere le varie tecniche e strumenti per soddisfare tutte le richieste dei clienti. Anche le più strambe!
 

Ha i sensi ipersviluppati, aghi che sembrano artigli, ha un incredibile fattore di guarigione per cui la sua pelle si è cicatrizzata più e più volte, sembra un vero cattivo ma ha il cuore estremamente tenero. Il tatuatore ricorda l’artigliato mutante Wolverine.



 

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